Obiettivi strategici

La nuova Amministrazione comunale di Avezzano, Capoluogo della Marsica, deve mettere in campo azioni condivise con i Sindaci volte a supportare un modello di sviluppo locale centrato sulle specifiche “competenze distintive” del territorio, con la finalità di promuovere l’attrattività dell’area per nuove attività industriali ed aiutare la competitività delle imprese.

Nella congiuntura post Covid, la capacità competitiva di un territorio dipende dalla capacità di fare comunità: le attività più innovative nascono e si sviluppano dove si attivano i reali fattori distintivi e competitivi del territorio (il cosiddetto genius loci), innescando una spirale virtuosa di crescita economica e stabilità sociale. La valorizzazione delle risorse tipiche del territorio, tuttavia, implica un modello di programmazione dello sviluppo centrato sulla coesione territoriale e sul gioco di squadra tra attori pubblici e privati, nella convinzione che “fare sistema” richiede passare dalla competizione alla cooperazione, ed accelerare un cambiamento culturale nella gestione pubblica e nel management d’impresa per ricondurre a “fattore comune” le opportunità inespresse che la Marsica detiene.

Lo sviluppo della Marsica non può avvenire in maniera avulsa dal contesto regionale e non solo regionale: da almeno tre anni il nostro territorio è “scollegato” dalle grandi scelte della programmazione regionale e nostro compito sarà rimettere Avezzano ed il suo territorio “al centro” delle scelte politiche sovracomunali. La logica del campanile è il vero nemico della Marsica e ne rallenta lo sviluppo per via della frantumazione di ampie zone territoriali in piccoli centri, ognuno separato e in competizione con il proprio vicino.

Il modello di programmazione al quale si ispirerà la nostra Amministrazione dovrà  invece esaltare le potenzialità corali della Marsica e le vocazionalità di ciascun territorio, recuperare il senso profondo della politica regionale, che deve essere una politica di coesione e di recupero di valori comuni secondo una logica di priorità di programma e di alleanza, coinvolgendo su obiettivi condivisi i territori limitrofi ed omogenei come le Marche, il Lazio ed il Molise, collaborare sui grandi temi con il Governo centrale e le istituzioni europee.

Avezzano può tornare a crescere come “città-territorio”, città di servizi al servizio di un’area vasta, città moderna, ecosostenibile, centro culturale, formativo, commerciale, sportivo ed industriale in cui si scelga di vivere e lavorare. Pertanto, si dovrà operare sulle direttrici strategiche che consentono di migliorare la città e rafforzarne il ruolo a livello regionale e nazionale.

Le direttrici strategiche che valorizzano le diverse dimensioni della Città-territorio non possono che essere quelle alla base dell’architettura territoriale di lungo periodo alla base del mandato 2012-2017. Il loro perseguimento implica il coinvolgimento attivo e costante di tutti gli attori locali, i quali avranno un ruolo di grande rilevanza non solo nel concepimento ma anche nell’attuazione dei diversi progetti operativi.:

Città territorio e snodo tra due mari, funzionale alla piena valorizzazione del comprensorio Marsicano, punto di incontro tra Roma Capitale e l’area adriatica, dimensione ulteriormente valorizzata dalla prossima esecutività della Zona Economica Speciale (ZES);

 Città dell’impresa e del lavoro, per creare un ambiente fertile alla nascita di nuove imprese, per rafforzare quelle esistenti, favorire l’attrazione degli Investimenti Diretti Esteri (IDE) e l’irrorazione dell’innovazione, e per tale via creare nuova occupazione stabile e di qualità;

Città sicura, per garantire benessere e serenità alla collettività, in centro come il periferia;

Città attrattiva e sostenibile, per promuovere la qualità urbana e tutelare l’ambiente, favorendo stili di vita rispettosi degli ecosistemi e sostenibili, mobilità non inquinante e produzioni green;

Città dinamica, per promuovere la cultura e il turismo;

Citta dei giovani e per i giovani, futuro della nostra società;

Città amica dello sport, per la valorizzazione delle attività e delle discipline sportive;

Città solidale e inclusiva, per il rafforzamento del welfare e per una maggior vicinanza ai bisogni delle persone, soprattutto per quanto concerne le categorie disagiate;

Città efficiente, per orientare la macchina comunale, comprese le società pubbliche partecipate e collegate, verso le reali esigenze del cittadino che vuole servizi migliori a tariffe decrescenti.

Le direttrici strategiche così delineate si muovono necessariamente all’interno di:

STRATEGIA D’AREA VASTA MARSICA, dove Avezzano Città-territorio, di concerto con i Sindaci e gli stakeholder territoriali, deve disegnare una “comunità di destino condiviso” per l’intera area vasta Marsica;

AZIONI PRIORITARIE DI INTERVENTO, con specifico riferimento all’azione amministrativa per la Città di Avezzano, nella consapevolezza che la Marsica è forte se Avezzano è forte.

STRATEGIA D’AREA VASTA MARSICA

Avezzano deve uscire dall’solamento e ricreare un rapporto di cooperazione con gli altri comuni  e con gli enti sovracomunali, a partire dala Regione, ente centrale di programmazione e di spesa sul territorio. Occorre realizzare azioni condivise con i Sindaci, per mezzo dell’Adunanza dei Sindaci della Marsica, volte ad affrontare le numerose criticità, a supportare un modello di sviluppo centrato sulle risorse locali, con la finalità di promuovere l’attrattività dell’area per iniziative industriali, migliorare la competitività delle imprese e creare nuova occupazione. Una migliore sinergia con la Regione e la Provincia permetterà inoltre di dare forza a priorità strategiche del comprensorio, come la battaglia per il reinserimento della Marsica negli Aiuti di Stato (art.107 3c) e per l’inclusione delle aree interne nelle reti trans-nazionali di trasporto TEN-T (corridoio Barcellona, Civitavecchia, Avezzano, Ortona, Est Europa/BRI).

In estrema sintesi le priorità della Marsica come area vasta sono:

*Avezzano capitale dell’agroalimentare abruzzese. Nella Marsica si è strutturata nel tempo una visione che ruota intorno alla forza economica del Fucino; in tale ambito è riconosciuta la funzione connettiva della città di Avezzano. L’agroalimentare, nelle sue molteplici declinazioni, è la vera miniera della Marsica. Avezzano deve però recuperare un ruolo appannato di località centrale al servizio di un’area vasta altamente produttiva, che produce una quota importante del Pil regionale agricolo (tra il 25 ed il 30%). Troppo prodotto agricolo viene tuttora venduto come materia prima e non come prodotto alimentare. I produttori sono troppo dipendenti dalla grande distribuzione (GDO) e poco organizzati sia per la trasformazione in loco sia per l’export verso i promettenti mercati asiatici. Risultano in generale carenti le funzioni di innovazione, commercializzazione e trasformazione dei prodotti. Lo sviluppo di una industria agroalimentare, la ricerca nelle biotecnologie e la loro diffusione nei campi, la riscoperta delle proprietà terapeutiche dei prodotti alimentari, la trasformazione industriale in loco, l’utilizzo di una porzione dell’Interporto al servizio del settore primario, la salvaguardia delle risorse idriche e dell’ambiente, lo sviluppo del turismo collegato ai distretti agro-industriali: sono tra le principali priorità di Avezzano e della Marsica. Avezzano centro di eccellenza dell’industria e della cultura alimentare fondata sui prodotti del Fucino: questo deve essere il nostro futuro.

*Cibus Abruzzo 2021. Si terrà ad Avezzano, su iniziativa del Comune, la prima Fiera Internazionale del cibo e dei prodotti regionali. Avezzano deve operare per diventare la “terra del cibo”, capitale dell’agroalimentare in Abruzzo. Già a partire  dal 2021, sarà realizzata la  prima fiera internazionale del Cibo, “Cibus Abruzzo”, alla quale parteciperanno le imprese agricole fucensi, le principali aziende agroalimentari italiane, delegazioni commerciali dai  paesi  interessanti per il nostro export attuale e potenziale, i buyer della Grande distribuzione italiana e straniera e il mondo del fuori casa (esercenti food&beverage). Avezzano deve diventare “foodland”, capitale dell’agroalimentare regionale, punto di incontro delle principali aziende agroalimentari, della ricerca in biotecnologie agrarie, delle Università e dei centro di ricerca e di innovazione. La prima edizione del “Cibus Abruzzo” (primavera 2021) sarà anche il primo  salone internazionale dell’alimentazione regionale. L’ambizione di Avezzano è quella di acquisire il ruolo riconosciuto di capitale delle produzioni agroalimentari regionali che costituiscono una parte rilevante del Made in Italy. Il capoluogo della Marsica sarà polo di servizi avanzati al  servizio della filiera agricola ed alimentare e di una sezione dell’Università specializzata nel cibo e nelle biotecnologie. Per questo “Cibus Abruzzo 2021”, a valere sui fondi UE, potrà godere di sostanziali investimenti per potenziare attrattività della città, servizi, strutture e spazi espositivi, con importanti e positive ripercussioni sul turismo.

*Ospedale e Tribunale come attrezzature essenziali del territorio. Avezzano deve tornare a giocare una funzione di rango regionale e ad esercitare il ruolo smarrito di centro di sviluppo, di cultura e di irrorazione dell’innovazione al servizio di un’area vasta, quantomeno l’intera Marsica. Questo richiede servizi pubblici veloci ed efficaci. La qualità della macchina comunale e la dotazione di servizi pubblici sono fondamentali per lo sviluppo, per tale motivo occorre rendere l’Amministrazione sempre più snella e veloce, fornendo servizi efficienti al cittadino e favorendo l’attività di impresa a tutti i livelli, anche attraverso una riduzione del prelievo fiscale alle attività produttive. Oltre alla qualità dei servizi è fondamentale la loro quantità. Ecco perché la realizzazione del nuovo presidio ospedaliero è cosa urgente ed importante, come la carenza del personale di tutte le ASL resta vera emergenza. Altra criticità irrisolta che riguarda l’Ospedale di Avezzano è rappresentata dal numero dei posti letto, solo 225 per una popolazione di 132.000 abitanti, e l’emergenza Covid ha mostrato in pieno le carenze dei nostri presidi. Altri 175 posti letto sono distribuiti nelle cliniche, che però non contribuiscono alle emergenze del Pronto Soccorso. In linea di carattere generale, i servizi socio-sanitari, compresi quelli innovativi (domotica, diagnosi in remoto e telecontrollo, ecc.) sono insufficienti rispetto alla  domanda.  Sulla Sanità va aperto un confronto duro e serrato con la Regione, e dobbiamo pretendere un riequilibrio delle prestazioni ed un radicale cambiamento. Da riorganizzare e potenziare il servizio di medicina territoriale, in un territorio come il nostro vasto e disperso. L’affanno vissuto in questi mesi dal SSN ha reso tangibile ed evidente l’urgenza di investire di più sul territorio, sulle cure primarie e soprattutto sulla medicina generale, dotandola delle risorse umane e tecnologiche necessarie. Senza dimenticare che vi saranno ancora nei prossimi mesi decine e decine di marsicani in isolamento domiciliare che hanno il diritto di trovare risposte costanti e adeguate da parte del proprio medico di famiglia. Urgenze ed esigenze che dovranno trovare risposte puntuali nella revisione della Convenzione capace di privilegiare gli obiettivi di salute programmati, misurabili e condivisi con i manager pubblici. Vogliamo e pretendiamo una definitiva soluzione per il Tribunale di Avezzano,essenziale presidio di legalità, che vive da anni in una situazione di vergognosa incertezza. Auspicando l’approvazione da parte del Governo della annunciata legge di salvataggio dei tribunali che si trovano nelle nostre stesse condizioni, con eventuale accollo dei costi sulla Regione, nostro primo impegno sarà quello di garantire la funzionalità di una struttura di servizio essenziale per l’intero territorio.

*Investire sulle infrastrutture. Ormai da un decennio i Sindaci della Marsica chiedono attenzione sul deficit infrastrutturale, noto e multidimensionale: riguarda la ferrovia, le reti energetiche, le reti idriche e pure le reti Internet a banda larga. In molti centri ed addirittura in aree industriali sono carenti servizi ormai essenziali come l’internet ultra veloce. Senza banda  larga è difficile fare impresa moderna e usufruire di molti servizi. Le  infrastrutture  sono essenziali per la Marsica del domani, perché incrementano la competitività locale, per via del miglioramento della mobilità interna e dell’accessibilità dalle medie e lunghe distanze. La  presenza di infrastrutture efficienti è essenziale per attrarre nuovi investimenti ad alto valore aggiunto; in assenza la nostra Regione, e non solo la Marsica, resteranno marginali nei rapporti ovest-est.

Sono quattro le linee di azione prioritarie sulle quali dovremo lavorare d’intesa con le istituzioni di programmazione sovracomunale:

  1. intermodalità: messa in rete del sistema della mobilità ed integrazione al servizio della ZES in corso di attivazione. Sarà essenziale partecipare alla rete TEN-T europea, sostenendo il Governo

nazionale nella realizzazione della bretella intermodale Civitavecchia/Avezzano/Ortona/Ploce. Valorizzare l’Interporto è ulteriore azione strategica, come struttura al servizio dell’economia locale. Parte debole del sistema intermodale è pure la SS 690 Avezzano-Sora, che necessita di urgenti investimenti anche per la messa in sicurezza. Da migliorare le strade, sovente indecenti, al servizio dell’area produttiva fucense e dei nuclei industriali;

  • la rapida apertura dei cantieri per il miglioramento della ferrovia Pescara-Roma, fondamentale per lo sviluppo del territorio in generale, oltre che per favorire lo sviluppo di modalità di trasporto merci per favorire l’export dei prodotti agroalimentari. La Regione dispone di risorse in cassa immediatamente spendibili, ma sia nel caso della ferrovia che di altri investimenti la lentezza di questa Amministrazione è preoccupante;
  • miglioramento delle risorse idriche, essenziali per la crescita della filiera alimentare. Occorre accelerare il progetto regionale di irrigazione fucense e mettere il Cam nelle condizioni di poter utilizzare le notevoli risorse europee, allo stato non spese sempre per noti ritardi regionali, in materia ambientale;
  • la banda ultra-larga. La Marsica è in notevole ritardo nelle reti a capacità superiore ai 100Mb/s, e questo pregiudica la diffusione di servizi avanzati per le imprese, come le piattaforme per l’export. Obiettivo prioritario deve essere la lotta al digital divide e la diffusione in tutti i comuni di internet veloce e dei relati servizi, senza i quali ormai si è fuori dal mondo civilizzato. E’ il tempo di affrontare decisamente temi quali Impresa4.0, Competenze e Pubblica Amministrazione Digitale. Ne va dello sviluppo e della competitività del territorio. Avezzano città-territorio deve essere motore di innovazione, ma per esserlo dovremo attivare, anche grazie alle risorse del Recovery Fund, un processo di “trasformazione digitale”, ridisegnando tutti i processi amministrativi e produttivi in linea la nuovo paradigma. L’Amministrazione deve accettare e governare la rivoluzione digitale, o ne saremo travolti. Un processo di cambiamento anche culturale che dovrà vedere coinvolti attori e portatori di interesse pubblici e privati;
  • la cultura digitale. Lo sviluppo e l’irrorazione della cultura e delle competenze digitali sono temi chiave per la crescita. Un’azione importante per colmare il digital divide e diffondere l’innovazione digitale dovrà riguardare il raccordo fra le Università, le scuole, il mondo della formazione e della ricerca. La scuola deve essere il fulcro del processo di miglioramento della cultura digitale nel territorio, in tal modo la scuola diviene parte di un progetto di sviluppo che coinvolge più fasce d’età, con ampio impatto e maggiore pervasività ed efficacia.

*Utilizzare le risorse comunitarie con progetti efficaci. La Regione Abruzzo occupa tra le ultime posizioni in Italia come capacità di spesa sui fondi europei. Un ben triste primato.  Le  ingenti risorse della programmazione 2014/2020 sono state spese per meno del 25%, contro il 60% ed oltre delle regioni del centro-nord. In un contesto di ridimensionamento  delle  risorse  pubbliche per lo sviluppo, occorre necessariamente concentrare le risorse scarse disponibili su obiettivi capaci di assicurare un impiego rapido delle disponibilità con un forte orientamento anti- recessivo,  nella consapevolezza altresì che utilizzare al meglio le risorse comunitarie rappresenta   un fattore indispensabile per la crescita della competitività territoriale, a maggior ragione dopo l’esclusione della Marsica dagli Aiuti di Stato. La Marsica deve mettere a punto una efficace azione di assistenza tecnica che permetta di spendere efficacemente le risorse europee, al fine di

rilanciare la competitività delle imprese e dei territori, agganciandosi anche alle programmazioni degli altri territori contigui e limitrofi. In particolare, occorrerà sviluppare incisive azioni di informazione/formazione a livello comunale, in collaborazione con reti esperte, rivolte alle PMI locali sul nuovo ciclo di programmazione 2021-2027. Utilizzare le risorse comunitarie rappresenta un fattore importante per la crescita della competitività territoriale che, ad oggi, utilizza al pari dell’intero Abruzzo poco e male le provvidenze comunitarie, sia per l’oggettiva complessità dei bandi, sia per la carenza regionale nelle funzioni di assistenza tecnica fornita agli operatori economici.

*Marsica Export. Pigiare l’acceleratore sull’export è l’unico modo per garantire un concreto sostegno alla domanda aggregata e combattere la recessione indotta dalla pandemia. La Marsica detiene un notevole potenziale in un settore in crescita, l’agroalimentare, ma esprime una scarsa presenza sui mercati internazionali proprio sui prodotti tipici del territorio, agricoli ed agroalimentari. Occorre sviluppare una filiera agroalimentare esplicitamente rivolta all’export verso i paesi del far east (India, Cina, ecc) che gradiscono i prodotti ricettati del Made in Italy. Essere internazionalizzati ed avere un’alta capacità di misurarsi sui mercati esteri è un essenziale fattore di vantaggio nella competizione internazionale. Il mercato internazionale dei paesi con capacità di spesa (non solo Europa e USA, ma anche Cina, Giappone e paesi in via di sviluppo) è quello che sostiene la capacità produttiva delle imprese in questo momento di grave stagnazione deflattiva  della  domanda  interna.  L’export  della  filiera  agroalimentare  è  campo  elettivo dove sperimentare il brand Marsica: dalla promozione dei prodotti all’estero, all’attrazione di investimenti diretti esteri (IDE), dalla promozione turistica a quella delle tipicità alimentari locali. Sostegno all’export deve essere accordato anche alla filiera microelettronica, con un Accordo di Programma Quadro a regia della Regione Abruzzo, con il coinvolgimento delle Università abruzzesi e del polo automotive della Val di Sangro. L’elaborazione di misure regionali tagliate sulla realtà locale, di promozione e sostegno delle imprese locali come chiave del successo dei distretti del Made in Italy, deve rappresentare un obiettivo prioritario all’interno delle linee programmatiche. Esportare non è semplice: occorre perciò individuare le forme, gli ambiti e la quantificazione economica dell’impegno regionale nel campo dell’internazionalizzazione del sistema locale, utilizzando al meglio le risorse europee, risultando ad oggi l’impegno pubblico nel settore assai evanescente e scarsamente efficace.

*Turismo e Cultura come fattori di crescita identitaria. Servizi Sanitari. Turismo e cultura rappresentano fattori da integrare nella crescita dell’economia locale. Il capitale territoriale deve essere valorizzato come un mix unico ed irripetibile di tradizioni, luoghi, culture e capacità intrinseca del territorio di acquisire una vocazione ed un posizionamento chiari, di esprimere un valore identitario riconoscibile, di attrarre investimenti nei settori correlati alle specificità territoriali. Questo significa mettere in campo politiche di promozione turistica collegate alla filiera agroalimentare ed alle tipicità territoriali, per proiettare la Marsica nel circuito delle destinazioni turistiche per viaggiatori italiani e stranieri, anche in virtù del vasto patrimonio paesaggistico, delle emergenze culturali presenti sul territorio e della vicinanza con Roma e Napoli. La valorizzazione della cultura locale costituisce elemento distintivo del “brand Marsica”, a valle poi le coerenti politiche di marketing territoriale.

Tra i servizi al cittadino di fondamentale importanza sono i servizi sanitari. Della necessità di accelerare l’iter per il nuovo Ospedale abbiamo già detto. Per quanto  concerne  la riorganizzazione del servizio, i Sindaci condividono la necessità di superare l’ancoraggio

provinciale della Asl, garantendo l’erogazione diffusa dei servizi sulla base del numero degli abitanti e delle caratteristiche del territorio. Dovrà in particolare essere  garantito un elevato  grado di diffusione dei servizi in tutta la Marsica, nonché presidiare la gestione economica- finanziaria con obiettivi di riduzione della mobilità passiva e con piani di rientro tagliati sulla misura dei diversi territori. Importante è l’istituzione di strumenti organizzativi che, con la diretta partecipazione dei Sindaci, dovranno realizzare l’allineamento e l’integrazione delle responsabilità di programmazione e vigilanza, spettanti agli enti locali, con quelle di gestione ed erogazione dei servizi poste in capo alle articolazioni organizzative della Asl. La Marsica abbisogna, se si vuole evitare anche per tale via l’impoverimento ed il depauperamento del territorio, di una sistema sanitario e sociale di qualità, sostenibile e partecipato dalle realtà locali, con articolazione decisionale-organizzativa che garantisca condizioni di prossimità ed equa accessibilità ai servizi. La pandemia ha inoltre dimostrato la strategicità di un servizio capillare di medicina di base e territoriale, ad oggi assolutamente carente nel nostro territorio.